Interpretazione dei sogni



Il linguaggio inconscio dei sogni
La nascita della psicoanalisi e' datata 1900, anno della pubblicazione del libro di Freud L'interpretazione dei sogni.
Il 1900 segna dunque non solo l'inizio di un nuovo secolo, ma anche l'inizio di un nuovo modo di concepire il soggetto.
Una questione nodale, a fondamento dell'interesse di Freud per il sogno, e' che egli scopre che il sogno permette di comprendere i meccanismi inconsci.
Il sogno, dice Freud, e' la strada maestra che conduce all'inconscio; parlare del sogno e' quindi parlare della scoperta fondamentale della psicoanalisi.
L'interpretazione dei sogni, opera pionieristica e rivoluzionaria, e' il primo lavoro sistematico di Freud dopo gli Studi sull'isteria ed e' il testo in cui Freud "scopre le carte", mostra l'originalita' della sua teoria e le basi su cui poggia la sua concezione dell'uomo.
Il sogno, cosi' come il lapsus e il motto di spirito, sono attivita' comuni a tutti gli uomini, non relegabili nel campo della patologia.
L'analisi di queste strutture permette dunque a Freud di formulare una teoria dell'apparato psichico al di la' della specificita' della nevrosi.
Nel testo troviamo anche l'inaugurazione di concetti fondamentali, quali il complesso di Edipo, il concetto di rimozione, la lotta tra desiderio e difesa e altri che da allora in avanti sosterranno sempre le sue teorie. Come Freud arriva a produrre questo lavoro?
Il sogno e' stato sicuramente il materiale clinico che Freud ha avuto a disposizione dopo che aver abbandonato l'uso del metodo catartico a favore dell'associazione libera.
I suoi pazienti spontaneamente portavano dei sogni in analisi e Freud li prendeva come "materiale" prodotto dall'inconscio a cui dare un preciso valore all'interno dell'attivita' psichica del paziente.
Egli pero' procede anche attraverso il metodo autobiografico.
Molti sogni di Freud divengono, nel testo, oggetto di analisi e fonte per mettere in logica i meccanismi del sogno e della sua interpretazione.
Questi sogni autobiografici sono frutto del procedimento di autoanalisi che Freud aveva iniziato pochi anni prima e grazie al quale egli procede per controbilanciare le scoperte che gli provengono dalla clinica con i pazienti. Esempio tra tutti il famoso Sogno dell'iniezione a Irma, del 24 luglio 1895, che e' il primo sogno che Freud analizza dettagliatamente.
Questo verra' ripreso ne L'interpretazione dei sogni come chiave per interpretare il sogno in quanto realizzazione di un desiderio rimosso.
Un abbozzo alla teoria del sogno lo abbiamo anche in un'opera che Freud ha scritto sempre nel 1985, anche se pubblicata postuma, che si intitola Progetto per una psicologia in cui gli ultimi tre paragrafi del primo capitolo sono dedicati al sogno e sono un'anticipazione dei temi che Freud trattera' nella sua opera maggiore.
I concetti fondamentali che Freud lavorera' ne L'interpretazione dei sogni e su cui non tornera' piu' indietro possono essere riassunti in tre punti:
  • punto primo: il sogno e' l'appagamento di un desiderio inconscio su cui opera la censura;
  • punto secondo: la spinta pulsionale del sogno e' rappresentata dalla sessualita' infantile;
  • punto terzo: il sogno e' la lingua dell'inconscio e funziona attraverso le leggi che regolano e strutturano il linguaggio stesso.

A segnare uno stacco definitivo con tutta la concezione precedente a Freud sul sogno e' l'idea di considerare il sogno non un mero processo somatico, ma una formazione psichica densa di significato.
Il sogno e' dunque della stessa natura delle esperienze psichiche della veglia con la differenza che, invece di parlare per immagini verbali, parla per immagini visive, esso rappresenta i pensieri come figure, le idee astratte come immagini concrete.
Le regole della tecnica interpretativa da applicare al sogno sono indicate da Freud su due versanti:

  1. Al sogno va applicato il metodo dell'interpretazione gia' elaborato per il sintomo e quindi il sogno e' analizzabile a partire dalla libera associazione del sognatore stesso e non attraverso un'interpretazione simbolica ricavata dall'uso di significanti comuni.
    Questo significa che il sogno ha un valore individuale e che il lavoro interpretativo e' del soggetto: "La tecnica che sto per esporre si differenzia da quella antica in un punto essenziale: essa impone il lavoro dell'interpretazione al sognatore stesso, rifiuta di prendere in considerazione, per ogni elemento onirico, quel che viene in mente all'interprete e accetta quel che viene in mente al sognatore" .

  2. Il sogno non va analizzato nella sua totalita', ma su singoli elementi.
    Il sogno e' infatti un conglomerato di formazioni psichiche che vanno scomposte e analizzate in frammenti. Si tratta di un lavoro di decifrazione dei singoli elementi, "un'interpretazione en detail, non en masse; - che - concepisce a priori il sogno come qualche cosa di composito, come un conglomerato di formazioni psichiche".

Per Freud il sogno e' una manifestazione di contenuti psichici rimossi che, attraverso l'interpretazione, possono essere riportati alla luce.
Esso e' sempre l'espressione di un desiderio rimosso: "Il sogno e' l'appagamento (mascherato) di un desiderio (represso, rimosso)" .
Questo e' il motore sottostante ad ogni sogno, senza eccezioni, e Freud articola la sua dimostrazione a partire dall'analisi del Sogno dell'iniezione a Irma che presenta nel secondo capitolo del testo. Dai sogni dei bambini ai sogni d'angoscia Freud dimostra come tutti i sogni, nel loro fondamento, si originano da un desiderio inconscio.
Questo desiderio nel sogno risulta spesso irriconoscibile in quanto opera su di esso una forza psichica opposta che vi esercita una censura provocando necessariamente una deformazione della sua espressione.
Possiamo cosi' definire il sogno come un messaggio, un messaggio non esplicito, ma da decifrare, indice del desiderio inconscio deformato dall'opera della censura.
Il sogno manifesto e' cio' che la censura interna del sognatore permette che arrivi alla coscienza. Abbiamo dunque un "contenuto manifesto" del sogno e un "contenuto latente".
Il contenuto manifesto maschera il vero contenuto del sogno tanto che spesso rimane irriconoscibile a una analisi ingenua.
Questa deformazione e' messa in atto ad opera della "censura".
Cio' che emerge dalle associazioni del sogno riguarda il contenuto onirico latente, laddove il ricordo del sogno tratta invece del contenuto manifesto:
"Contrappongo il sogno, quale mi si presenta nel ricordo, al materiale ad esso corrispondente trovato con l'analisi, e chiamo il primo contenuto onirico manifesto, il secondo (...) contenuto onirico latente".
Freud non manca di sottolineare che ad ogni modo l'essenza del sogno non sta nel suo contenuto, fosse anche quello piu' profondo e nascosto, ma nel processo che costituisce il sogno stesso: "Una volta trovavo straordinariamente difficile abituare i lettori alla distinzione fra contenuto onirico manifesto e pensieri latenti del sogno (...ora...) alcuni di loro si rendono colpevoli di un altro equivoco, al quale sono legati con non minore tenacia.
Essi cercano l'essenza del sogno nel contenuto latente e trascurano percio' la differenza esistente tra pensieri latenti del sogno e lavoro onirico
.".
E' attraverso il "lavoro onirico", cioe' quel processo di coagulazione, condensazione, intensificazione, riduzione, ripetizione, che i pensieri del sogno si trasformano in una nuova lingua:
"Il contenuto del sogno e' dato per cosi' dire in una scrittura geroglifica, i cui segni vanno tradotti uno per uno nella lingua dei pensieri del sogno.
Si cadrebbe evidentemente in errore, se si volesse leggere questi segni secondo il loro valore di immagini, anziche' secondo la loro relazione simbolica
" .
Oltre che a un geroglifico, Freud assimila il linguaggio del sogno a un rebus, dunque di nuovo a una scrittura che va interpretata e riportata al suo significato originario.
Se il sogno e' costituito da immagini, esso viene pero' ricordato e trasmesso dalle parole, tramite il racconto che ne viene fatto.
L'analisi cioe' non si interessa alle immagini visive del sogno, che sono per altro percepibili solo dal sognatore, essa prende invece in conto proprio il suo versante narrativo:
"...l'esperienza stessa e' un'esperienza che si dispiega nel campo del linguaggio.
Non si dispiega nel mondo della percezione.
Quel che mobilizza l'esperienza analitica e' la funzione della parola, non e' l'esperienza della funzione della visione
".
Per Freud e' chiaro che il sogno raccontato non e' del tutto omogeneo a cio' che e' stato sognato. Spesso non rimangono che frammenti, alcune cose vengono dimenticate, altre trasformate, altre anche omesse; Freud suggerisce anzi di soffermarsi proprio sulle dimenticanze, i dettagli, le cose dette en passant. Cio' che conta, cioe', non e' tanto il ricordo fedele del sogno, quanto il "come" viene raccontato, quello che emerge nella parola del sognatore al momento di riportare il sogno in analisi e dalle associazioni che si legano al sogno. Nel "dire" il sogno e' gia' interpretato dal soggetto.
L'analista, in quanto uditore, in posizione di causa per il soggetto, permette che la catena significante si dispieghi. A questo proposito Freud ci dice che il sogno e' una formazione psichica che si inserisce in un contesto transferenziale determinato e non puo' essere interpretato indipendentemente da tale contesto.
Il sogno e' esso stesso segno del transfert.
Inutile, dunque, isolare gli elementi simbolici del sogno se non si tiene conto del momento particolare dell'elaborazione del soggetto e del contesto in cui si inseriscono.
L'analista e' parte integrante di questo contesto, indipendentemente che sia presente o meno nel sogno del paziente.
Come scrive Lacan nel Seminario II: "In un'analisi non interveniamo solo perche' interpretiamo il sogno del soggetto - ammesso che lo interpretiamo - ma anche perche', essendo gia' come analisti nella vita del soggetto, siamo gia' nel suo sogno" . La presenza dell'analista nel sogno del paziente e' un utile indicatore del transfert e della funzione che l'analista ricopre in quel preciso momento della cura per il soggetto.
Quanto al rapporto tra il sogno e la pulsione infantile Freud afferma che il desiderio stesso che provoca il sogno ha origine nella vita infantile, per cui abbiamo la sorpresa di ritrovare nel sogno il bambino che continua a vivere con i suoi impulsi.
Oppure il desiderio attuale viene potenziato dai ricordi che risalgono all'infanzia.
Il sogno si lega alle esperienze piu' recenti, ma non arriva a costituirsi se non abbiamo un desiderio originato dagli elementi della vita infantile: "Ogni sogno implica nel suo contenuto manifesto un collegamento con un fatto vissuto recente, mentre nel contenuto latente implicherebbe un collegamento con un fatto vissuto piu' remoto".
Il sogno restituisce avvenimenti del tutto dimenticati dalla coscienza che concernono le nostre prime esperienze infantili.
Per Freud, dunque, il sogno e' un "surrogato, attraverso una traslazione su materiale recente, della scena infantile", e il desiderio rappresentato nel sogno si origina da un desiderio infantile.
I meccanismi operativi che producono il sogno cosi' come noi lo ricordiamo sono fondamentalmente di due tipi. Freud li nomina con le parole "condensazione" e "spostamento" che saranno poi tradotte da Lacan, a partire dalla linguistica di Jakobson, in "metafora" e "metonimia".
Il lavoro di condensazione consiste in una riduzione, una concentrazione dei pensieri che originano il sogno. Le particolarita' del lavoro di condensazione consistono in: scelta degli elementi che compaiono piu' volte nei pensieri del sogno; - creazione di nuove unita' (persone collettive, formazioni miste); produzione di elementi comuni.
Il lavoro di spostamento comporta invece una modifica dell'intensita' psichica dei singoli elementi del sogno. Lo spostamento interviene in primo luogo per ridurre l'intensita' dei desideri che premono per manifestarsi e poi trasformarli.
Cosi' elementi essenziali del sogno possono venire trattati come se fossero di poco conto e al loro posto compaiono altri elementi che invece erano di scarso valore.
Altre particolarita' del sogno sono che non conosce causalita', ne' contraddizione, ne' identita' e che non conosce la negazione e rappresenta le persone e i sentimenti attraverso i loro contrari.
Il sogno e' dunque una sorta di "linguaggio cifrato" la cui decifrazione e' possibile solo a partire dalle significazioni fornite dal paziente.
Il sogno, per essere letto, deve essere tradotto proprio come un linguaggio sconosciuto che va letto secondo delle connessioni logiche.
Il sogno, ricorda Freud, e' la via regia all'inconscio.
Rintracciare le regole del funzionamento del sogno significa dunque anche comprendere la struttura dell'inconscio. Il sogno, infatti, non coincide con l'inconscio, ma e' una sua formazione, qualcosa cioe' che segnala, che da' una "traccia", del funzionamento dell'inconscio stesso.
Come dimostra il sogno, l'inconscio e' strutturato secondo le regole del linguaggio.
Lacan afferma che e' tutta la struttura del linguaggio che l'esperienza psicoanalitica scopre nell'inconscio.
Cio' che del linguaggio sfugge alla significazione e che rimane come punto di inconoscibile, un resto non interpretabile, e' quello che Freud ha riportato sotto il nome di "ombelico del sogno", punto oscuro che "non si lascia sbrogliare".
"Questo e' allora l'ombelico del sogno, il punto in cui esso affonda nell'ignoto. (...) Da un punto piu' fitto di questo intreccio si leva poi, come il fungo dal suo micelio, il desiderio onirico".
Lacan indichera' questo resto con una lettera, la lettera (a).
Essa appare come un elemento del linguaggio che non e' pero' significante: e' l'indice del godimento. Di quel godimento che gia' Freud aveva situato al cuore dell'essere umano e che e' da lui riassunto come il godimento interdetto della madre.
Si tratta, per Lacan, di quel godimento che e' interdetto all'essere che parla.
Pubblicato il 11 Dec 2015 da lauracappilli



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