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L'idealizzazione primitiva

Tutti noi idealizziamo. Ci portiamo dietro residui del bisogno di attribuire un valore e un potere speciale alle persone da cui dipendi amo emotivamente. L'idealizzazione normale è una componente dell'amore maturo. Ma in certe persone il bisogno di idealizzare sembra relativamente immodificato dall'infanzia. Il loro comportamento mostra la sopravvivenza di sforzi arcaici e disperati di controbattere il terrore interno con la convinzione che qualcuno cui è possibile attaccarsi sia onnipotente. Sperano anche di liberarsi della vergogna: un prodotto secondario del l'idealizzazione e della fede nella perfezione è che le proprie imperfezioni sono più difficili da tollerare; la fusione con un oggetto idealizzato...
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Pubblicato il 20 Nov 2015 da lauracappilli




Pulsione e affettività nelle personalita ossessive.

Secondo Freud, l'addestramento alla pulizia costituisce di solito la prima situazione in cui il bambino deve rinunciare a ciò che è naturale a favore di ciò che è socialmente accettabile. L'adulto che se ne occupa e il bambino che viene addestrato troppo prematuramente o troppo rigidamente o con un eccessivo coinvolgimento del genitore instaurano una lotta di potere che il bambino è destinato a perdere. L'esperienza di essere controllato e giudicato e la richiesta di farlo in orari prestabiliti creano sentimenti di rabbia e fantasie aggressive, spesso rivolti proprio sulla defecazione, che alla fine il bambino come una parte di sé...
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Pubblicato il 20 Nov 2015 da lauracappilli




Attività e passività nel processo evolutivo

E' noto a tutti che le prime fasi di vita del bambino sono caratterizzate da una evidente e significativa passività. Senza cure materne, il bambino non riuscirebbe a sopravvivere. Da considerare che per cure materne non intendiamo soltanto la gratificazione dei bisogni fisici del bambino. Se la questione fosse tutta qui, l'argomento non sarebbe così complesso. Se immaginiamo una situazione in cui un bambino è nutrito, tenuto al caldo, protetto dalle infezioni, curato, insomma, in tutti gli aspetti, per quanto riguarda i suoi bisogni fisici, ma senza un minimo di contatto e di calore umano, allevato in una stanza sterile,...
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Pubblicato il 21 Oct 2015 da lauracappilli




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